A mio figlio adolescente…
Le camere del cervello di un adolescente non hanno ancora le pareti stagne. Capita allora che, mentre stai adoperando una camera, una parte del contenuto delle altre stanze ti passa davanti agli occhi, distogliendoti da ciò che stavi facendo. Quando te ne accorgi, è già passato del tempo e devi ricominciare il lavoro da capo.
Così, a volte, ti scopri, mentre il professore sta parlando di Annibale,ad inseguire con la fantasia i capelli biondi della compagna seduta due banchi più avanti. Ti riprendi un attimo, accorgendoti che Annibale nel frattempo ha già valicato le Alpi, per poi ritrovarti il volto di lei davanti agli occhi: naturalmente, meglio quest’ ultimo; Annibale può aspettare, sta svernando nella piana di Capua. Ti risvegli al suono del campanello che chiude la lezione e, con stupore, il compagno di banco ti rende edotto che Annibale, ancora una volta, ha sbaragliato i romani in una sanguinosa battaglia. Tu però la tua battaglia con quel tipetto con i capelli color oro non l’hai ancora vinta, non sei ancora riuscito a farle capire quanto ti sta a cuore.
Tutto ciò vuol dire semplicemente mancanza di concentrazione.
Ma come è possibile seguire la campagna d’Italia del generale cartaginese con quei capelli e quel faccino spiritoso che continuamente ti danzano davanti agli occhi? Non è questione di cattiva volontà, come ripete spesso il professore di storia, ma di vera e propria impossibilità di separare la scuola dagli altri problemi, che prepotentemente si affacciano alla vita. E’ la stagione della tua giovinezza e la primavera splende in te e tutto attorno a te. Ti senti grande; toccheresti il cielo con un dito, solo se lei… Ma questo non è ancora avvenuto e così ripiombi in una tristezza angosciante. Come puoi, in questo stato d’animo, seguire Annibale nella sua avventura in terra italica; e poi, sinceramente, non te ne importa nulla di Annibale e dei suoi elefanti: tanto presumi già come andrà a finire.
Così mandi la storia a farsi benedire e con essa anche le altre materie. Ti rincresce: sei sempre riuscito benino a scuola, ma adesso c’è altro nella tua vita; sai benissimo di che cosa avresti bisogno, ma hai tanta confusione in testa. Annibale, lei, il campanello, ancora lei, e poi sempre di più lei a toglierti il fiato, a farti battere il cuore all’impazzata, a renderti rosso come un pomodoro, ridicolo come un pagliaccio.
Ma non ci puoi fare niente cucciolo mio. Così è la vita… adesso. E’ come una malattia che ti rode dentro. Passerà, lo dicono tutti, ma non sei abituato, ti manca l’allenamento ad avere più problemi nello stesso tempo.
Prima c’era solo la scuola, adesso invece, oltre alla scuola, nella tua vita di adolescente incominciano a presentarsi tante altre difficoltà, di cui già da qualche tempo presentivi l’avvicinarsi come un temporale. Hai l’impressione di essere solo in una barca in mezzo al mare in tempesta: tocca a te governare le vele, tocca a te stringere il timone e cavarti dai guai, ma sai bene che, se lo vorrai, potrai sempre contare sull’aiuto della tua mamma e del tuo babbo che ti amano da morire.
Un altro anno scolastico sta per finire, è stata dura lo so, ma ce l’hai fatta e bene, sarai promosso e il prossimo anno, se Dio vorrà, frequenterai la V liceo Scientifico, sarà l’anno della maturità!!
Tesoro mio, ci vuole solo la volontà: basta tanta buona volontà. Ma allora ha ragione il professore di storia!!!!












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